Pensione integrativa individuale: ecco come sceglierla

migliore pensione integrativa

Come funzionano i fondi per le pensioni integrative disponibili sul mercato

Hai intenzione di costituire una pensione integrativa ma non sai come scegliere il fondo migliore per investire il tuo denaro in tutta tranquillità? In questa guida cercheremo di darti tutte le indicazioni per sapersi orientare verso la scelta più giusta per le tue esigenze.

Di fondi pensione ce ne sono davvero tanti: alcuni investono molto in azioni per puntare a rendimenti alti, ma inevitabilmente corrono dei rischi. Altri fondi hanno percentuali di rendita più contenute ma si corrono meno rischi di “perdita”.

A partire dagli anni ’90 il sistema pensionistico italiano è stato totalmente rivoluzionato e le future pensioni saranno nettamente inferiori rispetto a quelle di oggi. È dunque buona cosa adottare le giuste precauzioni per non affrontare la vecchiaia con il solo assegno della pensione erogata dall’Inps.

La soluzione è quella di costituire un piano pensionistico individuale. Esso non garantisce chissà quali rendimenti netti perché sono generalmente strutturati sulla base di polizze assicurative sulla vita ma, garantiscono diversi vantaggi fiscali, da non sottovalutare, a chi desidera una rendita vitalizia.

Come si differenziano i fondi pensionistici

Il fondo pensione integrativo può essere aperto o chiuso: il primo può essere stipulato tra un richiedente e una compagnia assicurativa, una banca o una società finanziaria (abilitata); il secondo accordo avviene invece tra lavoratori ed organi che vengono promossi dalle rappresentanze sindacali.

La normativa prevede che il fondo pensione chiuso possa essere creato dal lavoratore con il versamento mensile della sua quota di TFR ed un ulteriore contributo (detratto direttamente dalla busta paga) che verrà poi tassato del 15%.

Il fondo pensione aperto prevede invece l’intervento di banche, società di gestione risparmi o di intermediazione mobiliare o compagnie di assicurazioni.

Come funzionano i fondi pensionistici integrativi:

La durata delle linee di investimento di un fondo è assolutamente variabile e può durare 20 come anche 50 anni (la variabile è data anche dall’età del sottoscrittore).

I contributi mensili o annuali del richiedente vengono versati su un conto personale intestato al richiedente. Ogni anno le somme versate vengono capitalizzate insieme ai rendimenti (pertanto non saranno più soggetti ad oscillazioni).

Al termine dei versamenti pattuiti si potrà scegliere se ottenere la liquidazione del capitale oppure se ricevere delle somme mensili ad integrazione della pensione Inps. E’ prevista anche una terza opzione che eroga il 50% del capitale allo scadere della polizza e lascia il 50% per una rendita a vita. In alcune tipologie di contratto viene prevista anche la reversibilità del vitalizio in caso di morte del diretto interessato.

A seconda del tipo di investimento prescelto si correranno dei rischi direttamente proporzionali ai rendimenti proposti. Possiamo dunque avere:

·         Fondi Monetari:

gli investitori prediligono titoli di stato ed obbligazioni a breve termine e con rendimenti bassi ma sicuri.

·         Fondi Obbligazionari:

le società di investimento comprano principalmente obbligazioni.

·         Fondi Bilanciati:

seguono una forma mista di investimento: metà del capitale in azioni e l’altra metà in obbligazioni.

·         Fondi Azionari:

sono quelli che offrono le percentuali più alte di rendimento, ma anche le meno sicure.

Quando è possibile chiedere l’anticipazione della pensione integrativa:

I motivi per cui chiedere una anticipazione su quello che è stato accumulato sono di varia natura:

Per motivi di salute propri o di un membro della famiglia, può essere richiesto in ogni momento e non può superare la soglia del 75% del capitale versato. Di norma è tassato al 15% con possibile riduzione al 9%.

In caso di ristrutturazione o acquisto della prima casa del sottoscrittore o per i figli. Si può richiedere solo dopo 8 anni di versamenti e non può superare il 75% di quanto versato. Tassato al 23%.

Vengono accettati anche i motivi personali, sempre dopo almeno 8 anni dalla avvenuta sottoscrizione, rimanendo entro la quota del 30% di quanto versato. L’erogazione viene tassata al 23%

La classifica dei migliori piani per la previdenza individuale

Questo tipo di fondo pensione, istituito principalmente da imprese assicurative, hanno costi relativamente sostenuti ma hanno registrato negli ultimi anni rendimenti medi migliori a confronto di altre tipologie di previdenza complementare.

Il primo in classifica è sicuramente Modus Vita equity America di BCC con rendimenti che hanno sfiorato il 16.50%.

Di seguito abbiamo il fondo Lva, fondo azionario USA della sezione previdenza di GenertelLife.

Infine abbiamo due differenti piani individuali: il primo è Global Equità Previ di Intesa San Paolo ed il secondo è Ev Strategia Internazionale di Cattolica Previdenza.

A seconda dei vostri interessi ed esigenze potrete rivolgervi ad una delle società citate per ottenere informazioni generali. Nel caso in cui decidiate di optare per una tipologia di fondo fatevi consegnare il prospetto informativo obbligatorio, da leggere attentamente prima di qualsiasi sottoscrizione.