Il mystery shopping non è un mistero!

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Ormai se ne sente parlare sempre più spesso e l’attività di mystery shopping non è più un mistero, si sa che ci sono persone che fanno acquisti in incognito perché incaricati da qualcuno e questo qualcuno difficilmente è l’azienda interessata ad avere un riscontro sul proprio lavoro, piuttosto solitamente si tratta di agenzie intermediarie specializzate nel settore. È infatti molto importante che l’attività venga studiata e pianificata da esperti, che siano in grado sia di capire le reali esigenze dell’azienda sia di formare adeguatamente il lavoratore, il mystery shopper.

In una realtà sempre più complessa e dinamica sotto tutti i punti di vista, il mystery shopping consente di avere dei precisi riscontri circa la propria attività, che riguarda tanto i prodotti quanto le risorse umane. Le grandi aziende richiedono dei mystery shopper sì per verificare che nei propri negozi la merce venga esposta in un certo modo, la radio sia sintonizzata su una precisa stazione, sia presente una determinata cartellonistica, ma anche per avere un feedback sincero ed obiettivo circa i propri dipendenti, il loro modo di lavorare ed il loro modo di rapportarsi con i clienti.  Come si evince, stiamo parlando di un qualcosa di delicato che va organizzato per bene da professionisti, non è un’attività che si improvvisa.

Come già accennato, il lavoro delle agenzie intermediarie come Ca.St Group è fondamentale e solo con una consolidata esperienza, si ottengono dei grandi risultati, che soddisfano tanto il cliente, vale a dire l’azienda che  vuole avvalersi del mystery shopper, tanto il lavoratore stesso. Sì perché a ben vedere si tratta di un’attività piacevole da svolgere, che può consentire di arrotondare a chi già lavora o farsi un piccolo stipendio a chi decide di dedicarsi esclusivamente a quest’attività.

Entrando quindi più nel dettaglio del mondo del mystery shopping possiamo dire che in generale i momenti salienti di cui si compone questa attività sono tre:

1) il confronto tra azienda ed agenzia per definire gli obiettivi dell’attività e che cosa deve esser controllato durante la visita;
2) la visita del mystery shopper, che può caratterizzarsi da una semplice richiesta di informazioni, nello scattare delle foto all’area espositiva o in un acquisto;
3) la compilazione di un report dettagliato da parte del mystery shopper, il quale l’agenzia inoltrerà poi all’azienda cliente.

L’attività di reportistica è quella che dà le informazioni a cui l’azienda è interessata, quindi è importante che venga compilata adeguatamente. Una compilazione corretta è data ovviamente dal buon senso del lavoratore, e parliamo di buon senso perché non è niente di complicato e non richiede grandi competenze se non una buona conoscenza della lingua italiana e l’utilizzo del computer, e la formazione dell’agenzia. Una buona agenzia riesce a fare la differenza sul risultato finale perché riesce ad interpretare al meglio quello che l’azienda vuole e fornisce al mystery shopper tutti le informazioni indispensabili per svolgere al meglio l’attività e per poter rispondere a tutte le domande del report.

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