Coliche nel neonato: cosa sono, cosa fare

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Quando si è neomamma, è del tutto normale provare preoccupazione anche per i minimi segnali di malessere del bambino.
Uno dei fenomeni più diffusi nei neonati è quello delle coliche, che causano delle grandi crisi di pianto nel bambino e possono mandare nel panico i genitori. Si stima che le coliche nei neonati colpiscano il 10% dei soggetti nei primi mesi di vita, causando un fenomeno molto stressante sia per il bambino che per i genitori, che non sanno che cosa fare.

Innanzitutto, i medici spiegano che non sempre il bambino che piange ha le coliche. Nei neonati il pianto (anche due ore al giorno) è fisiologico per lo sviluppo.
Tuttavia le coliche del bimbo mostrano alcuni sintomi abbastanza precisi: si noterà che il bambino comincia a strillare disperato senza che ci sia una causa, improvvisamente. Si mostra irrequieto, diventa nervoso, pallido o cianotico, stringe i pugni e flette le gambe.

Il bambino in preda alle coliche renali non si calma neppure con il ciuccio o se attaccato al seno. Eventuali flatulenze provocano sollievo momentaneo al bambino. In genere le coliche sono più frequenti verso sera, se il bimbo è allattato al biberon, altrimenti possono verificarsi in ogni ora della giornata. Le prime coliche possono colpire il bimbo attorno alla quarta o quinta settimana di vita e comunque cessano attorno ai tre o quattro mesi al massimo.
Se si sospetta che il bambino soffra di coliche, si deve andare dal pediatra il quale potrà innanzitutto calmare i genitori e poi formulare una diagnosi completa del fenomeno e determinare le sue cause.

Le coliche: cause e rimedi

Quali sono le cause delle coliche nei bambini? Le cause non sono ancora conosciute, o meglio, non ci sono certezze sui fenomeni scatenanti.
Secondo alcuni esperti, le cause delle coliche potrebbero essere di tipo emozionale e psichico, causate quindi da un’alterazione del rapporto mamma-bambino.

Le coliche gassose infatti in genere scompaiono quando il bambino è affidato a terzi se la madre è troppo protettiva. Sembra che questo fenomeno si verifichi più spesso fra madri single, depresse, ansiose.

Altre cause potrebbero essere correlate alla presenza di troppi gas nell’intestino, per esempio perché il bambino ingerisce molta aria quando mangia.
La teoria che spiega altrimenti le coliche le vedrebbe come conseguenza di contrazioni intestinali intense causate da un ormone, la motilina, presente in quantità eccessive nel loro corpo. Un’ultima causa potrebbe essere quella delle allergie alimentari.

Se il bebè mostra le coliche la cosa migliore da fare è rivolgersi al pediatra che potrà valutare se ci sono cause allergiche e stabilire il rimedio; le coliche non comportano rischi per la salute del neonato, si risolvono da sole nel terzo mese di vita.
Secondo molti pediatri, le coliche potrebbero essere evitate per mezzo dell’alimentazione adeguata della madre.

Ci sarebbero quindi cibi da evitare in allattamento, come per esempio uova, pesce, frutta secca che sono potenzialmente allergizzanti. Non è stato dimostrato invece che l’assunzione di cavolfiori, legumi, cavoli possa favorire le coliche nel bambino.

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